Lacrime

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Tu non le puoi vedere.

Io sì.

Terse, rotonde, tiepide …

Lentamente vanno al loro destino, lentamente per indugiare più a lungo sulla tua carne.

Vanno verso il nulla.

Non sono che questo.

Il loro scorrere è una traccia verticale che si cancella subito, astri? …

Tu non le puoi baciare.

Le bacio io per te.

Hanno un sapore: sanno dei succhi del mondo,

che gusto nero e denso di terra, di sole, di mare!

Restano un istante nel bacio, indecise fra la tua carne fredda o le mie labbra …

Infine io le prendo, e non so se erano davvero per me, perché io non so nulla …

Sono stelle o segni? Sono condanne o aurore?

Né guardando, né coi baci ho imparato che cosa erano, ciò che vogliono resta là, indietro, tutto ignoto …

E così pure il loro nome …

Se le chiamassi Lacrime nessuno capirebbe.

- dal web -

In sottofondo: “Lacrime di pioggia” - Antonello Venditti

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