Sulla morte (Seneca ed Epicuro)

Diceva Seneca duemila anni fa…

“Tu, invece, preparati ogni giorno a lasciare serenamente questa vita a cui tanti si avvinghiano e si aggrappano, come chi è trascinato via dalla corrente si aggrappa ai rovi e alle rocce. I più ondeggiano infelici tra il timore della morte e le angosce della vita: non vogliono vivere, né sanno morire. Abbandona ogni preoccupazione per la tua esistenza e te la renderai piacevole. Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo.”

Diceva Epicuro duemila anni fa o giu di li……

…abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l’inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell’immortalità.

Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.

La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.

In sottofondo: “Who Wants To Live Forever” - Queen

 

Non c'è tempo per noi
Non c'è posto per noi
Cos'è questa cosa che costruisce i nostri sogni, però ci sfugge?
Chi vuole vivere per sempre?
Non c'è possibilità per noi
È tutto deciso per noi
Questo mondo ha solo un dolce momento tenuto da parte per noi
Chi vuole vivere per sempre?
Chi osa amare per sempre
Quando l'amore deve morire?
Ma tocca le mie lacrime con le tue labbra
Tocca il mio mondo con la punta delle tue dita
E noi potremo avere per sempre
E potremo amare per sempre
Per sempre è il nostro oggi
Chi vuole vivere per sempre?
Per sempre è il nostro oggi
Ad ogni modo, chi aspetta per sempre? 

2 Risposte a “Sulla morte (Seneca ed Epicuro)”


  1. 1 carrieny Aprile 29, 2008 alle 10:01 pm

    … non sono molto d’accordo con le parole di Epicuro e di Seneca, probabilmente non avevano affetti, un ‘ amore, presi come erano da loro stessi… in ogni caso devo dire che hai dei gusti musicali interessanti sarà piacevole ogni tanto passare..
    a presto,
    eli

  2. 2 massimoleone Aprile 30, 2008 alle 7:00 pm

    Sai io credo che forse proprio il legame forte verso le persone che più si amano può aprire verso una diversa visione della morte.
    l’amare in maniera intensa, lo spalancare questo sentimento vitale, forse meglio fa comprendere quello che è il contrario della vitalità.
    Gibran così scriveva: “Vorreste conoscere il segreto della morte.
    Ma come scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita? Il gufo dagli occhi notturni, ciechi di giorno non può svelare il mistero della luce.
    Se davvero volete scorgere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Giacché la vita e la morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare.
    In fondo alle vostre speranze ed ai vostri desideri stà la muta conoscenza di ciò che è oltre la vita. E come il seme che sogna sepolto nella neve, il vostro cuore sogna la primavera. Fidatevi dei sogni perché in loro si cela la porta dell’eterno.”….
    Grazie per l’apprezzamento verso la mia musica. Anche la musica, come la poesia, le parole e le immagini colorano i miei pensieri e mi consentono di sognare e forse aprire la porta dell’eterno.
    Ciao. Passa quando vuoi.

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